Artemis II, la NASA accelera: il test decisivo per la Luna fissato il 31 gennaio

Anticipata la prova generale di rifornimento per il colossale razzo SLS. Se il "wet dress rehearsal" avrà successo, il primo volo umano verso lo Spazio profondo dopo mezzo secolo potrebbe decollare già il 6 febbraio

La marcia della NASA verso il ritorno dell’uomo in orbita lunare ha appena subito un’improvvisa accelerazione: l’agenzia spaziale statunitense ha ufficialmente anticipato al 31 gennaio il cruciale test di rifornimento, noto in gergo come wet dress rehearsal, per il gigantesco razzo Space Launch System (SLS) della missione Artemis II. Inizialmente previsto il 2 febbraio, l’anticipo riflette l’efficienza dei team ingegneristici presso il Launch Complex-39B del Kennedy Space Center, che sono riusciti a completare le operazioni di integrazione con le infrastrutture di terra in anticipo sulla tabella di marcia. Durante questa delicatissima simulazione, che inizierà ufficialmente già nella serata del 29 gennaio, verranno pompati nei due stadi principali del razzo oltre 2,6 milioni di litri di propellenti criogenici (idrogeno e ossigeno liquidi), portando il peso totale del vettore a circa 2,6 milioni di kg. L’obiettivo è portare il cronometro della missione fino a T-33 secondi, il punto esatto in cui i computer di bordo prendono il controllo delle operazioni, simulando un lancio reale in ogni dettaglio, ma senza accendere i motori. Se tutto procederà senza intoppi, superando i fantasmi delle perdite di carburante che avevano tormentato la missione Artemis II, la NASA potrebbe dare il via libera definitivo per il lancio dei 4 astronauti verso la Luna già per il prossimo 6 febbraio.

Una prova di forza contro il gelo

Nonostante l’ottimismo, la missione deve fare i conti con un imprevisto climatico: un’ondata di freddo anomalo sta colpendo la Florida. Sebbene le temperature non siano paragonabili ai picchi gelidi del Nord degli Stati Uniti, il termometro al Kennedy Space Center scenderà sotto lo zero questo fine settimana.

La NASA monitora la situazione con estrema cautela: la memoria storica corre al disastro dello Space Shuttle Challenger del 1986, causato proprio dal cedimento di una guarnizione (O-ring) dovuto alle temperature rigide. Per questo motivo, i tecnici stanno implementando sistemi di controllo ambientale supplementari per mantenere la capsula Orion e il razzo SLS in condizioni termiche ottimali.

Oltre al meteo, gli ingegneri hanno recentemente risolto alcuni intoppi tecnici emersi durante le simulazioni di sicurezza:

  • Sistemi di evacuazione: sono stati sostituiti e regolati i freni dei “cesti di fuga” d’emergenza, che avevano mostrato problemi di arresto durante i test;
  • Qualità dell’acqua: si stanno prelevando nuovi campioni dal sistema idrico potabile di Orion, dopo che analisi iniziali avevano rilevato livelli di carbonio organico superiori al previsto.

L’equipaggio e la traiettoria di “ritorno libero”

Mentre il razzo viene preparato sulla rampa, i 4 protagonisti della missione – il comandante Reid Wiseman, il pilota Victor Glover, la specialista di missione Christina Koch e l’astronauta canadese Jeremy Hansen – sono già entrati in quarantena a Houston dal 23 gennaio.

Il loro viaggio di 10 giorni non prevede l’allunaggio, ma seguirà una traiettoria di ritorno libero a forma di “8”. Dopo una prima fase in orbita terrestre per verificare i sistemi, Orion sfrutterà la gravità lunare per fare il giro attorno alla faccia nascosta del satellite e puntare di nuovo verso casa. Questa particolare rotta garantisce che, anche in caso di guasto ai sistemi di propulsione, la capsula torni naturalmente verso la Terra. Inoltre, a seconda della finestra di lancio, gli astronauti di Artemis II potrebbero trovarsi più lontani dalla Terra di quanto qualsiasi essere umano sia mai stato nella storia.

artemis II
Credit NASA

Verso il futuro: Artemis III e oltre

Il successo di questo test e della successiva missione Artemis II è il pilastro fondamentale per il passo successivo: riportare l’uomo (e la prima donna) sulla superficie lunare con Artemis III, attualmente prevista per il 2028. Per quella data, la NASA conta di integrare la stazione spaziale Gateway in orbita lunare e di utilizzare il sistema di atterraggio umano sviluppato da SpaceX con Starship, pur mantenendo aperta la porta a competitor come Blue Origin per garantire la massima resilienza al programma.

La Luna non è mai stata così vicina, ma tutto dipende ora dai “battiti del cuore” criogenici che il colosso SLS mostrerà sabato sotto il cielo della Florida.