Terremoto in Toscana, forte scossa nella zona di Massa-Carrara: avvertita anche in Emilia-Romagna e Liguria | DATI e MAPPE

Terremoto avvertito in Toscana, Emilia-Romagna e Liguria: aggiornamenti in tempo reale, mappe e dati ufficiali INGV

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Un risveglio brusco per la Toscana settentrionale. Alle ore 08:13 di oggi, 25 marzo 2026, i sismografi dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) hanno registrato un terremoto ML 4.0, avvenuto a 3 km Nord/Est da Fosdinovo (provincia di Massa-Carrara), con epicentro localizzato ad una profondità di 11 km. La scossa è stata avvertita dalla popolazione toscana ma anche in Liguria ed Emilia-Romagna, provocando comprensibile apprensione. Il servizio INGV “Hai Sentito il Terremoto” informa infatti che il terremoto è stato percepito in particolare nei Comuni di Carrara, Massa, Lucca, Reggio Emilia, Sarzana, Parma, La Spezia, Langhirano, Modena e Castelnovo di Sotto.

Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha confermato che la scossa è stata “avvertita in molte zone della Toscana“, precisando che ci sono “verifiche in corso con il sistema regionale di Protezione Civile“. Secondo le prime informazioni diverse scuole nelle aree vicino all’epicentro sarebbero state evacuate. La Protezione civile provinciale di Massa-Carrara ha riportato che finora le verifiche non hanno rilevato danni per il sisma. Il sindaco di Pietrasanta ha ordinato l’immediata chiusura delle scuole comunali in attesa dell’esecuzione delle verifiche da parte del personale dell’ufficio tecnico.

Perché si verificano terremoti nella zona di Massa-Carrara?

La provincia di Massa-Carrara non è nuova a questi fenomeni. La regione si trova in uno dei settori più sismicamente attivi dell’Appennino Settentrionale. Il motivo scientifico risiede nella cosiddetta tettonica distensiva: mentre la catena appenninica continua a sollevarsi, il settore occidentale (quello tirrenico) è soggetto a un processo di “stiramento”. In pratica, l’Appennino si sta allargando verso il Mar Tirreno. Questo movimento crea enormi tensioni lungo sistemi di faglie normali orientate in direzione Nord/Ovest-Sud/Est, che delimitano i bacini della Lunigiana e della Garfagnana. Quando l’energia accumulata lungo queste fratture profonde supera la resistenza delle rocce, avviene la rottura e il conseguente rilascio di onde sismiche.

Terremoto in Toscana, i precedenti

La storia sismica della Lunigiana e della Garfagnana è purtroppo lunga e costellata di eventi significativi, confermando che quest’area è tra le più pericolose dell’intero Appennino Settentrionale. L’episodio più drammatico della memoria collettiva risale al 7 settembre 1920, quando un violentissimo sisma di magnitudo 6.5 colpì duramente comuni come Fivizzano e Villa Collemandina, causando oltre 170 vittime e distruzioni quasi totali in tutta la provincia. Ma la terra tremava in Toscana con violenza già secoli prima: i cataloghi dell’INGV riportano infatti forti scosse documentate fin dal 1481 e una sequenza molto intensa verificatasi tra il 1834 e il 1837, che interessò le Alpi Apuane con magnitudo distruttive stimate intorno a 6.0. Anche la storia recente ha presentato il conto, con il terremoto del 10 ottobre 1995 che generò gravi danni e panico, seguito dall’evento del 21 giugno 2013 che, con una magnitudo di 5.2, portò all’evacuazione di centinaia di persone tra Fivizzano e Minucciano.