La produzione di petrolio e gas di ENI ha registrato una robusta crescita del 9% nel primo trimestre 2026, spinta principalmente dall’entrata a regime di giacimenti in produzione in Africa occidentale e Norvegia, nonché dagli avvii produttivi in Angola. Anche l’andamento regolare della base produttiva e le interruzioni minime in Medio Oriente hanno contribuito positivamente ai risultati. Questi sono alcuni dei principali dati emersi dai risultati consolidati di ENI, approvati dal Consiglio di Amministrazione sotto la presidenza di Giuseppe Zafarana.
Risultati esplorativi eccellenti e nuove risorse per ENI
ENI ha sottolineato i risultati eccellenti nell’esplorazione, con circa 1 miliardo di boe (barili equivalenti) di nuove risorse. Le scoperte più rilevanti sono avvenute in Angola, Costa d’Avorio, Libia e, recentemente, in Egitto, con una scoperta a gas nell’offshore del paese. Inoltre, è stata registrata una scoperta significativa a gas e condensati nella zona di Geliga, nell’offshore dell’Indonesia.
Nel primo trimestre del 2026, ENI ha conseguito un utile operativo proforma adjusted di 3,54 miliardi di euro, segnando una riduzione del 4% rispetto al trimestre precedente. Questo calo è stato principalmente influenzato dall’apprezzamento dell’11,2% del tasso di cambio euro/dollaro e dalla presenza di un significativo provento one-off nel business Power nel periodo comparativo, derivante da una rinegoziazione contrattuale. Nonostante ciò, il gruppo ha beneficiato del miglioramento dei prezzi delle commodity, supportato da una crescita dei volumi, un favorevole effetto mix e una significativa riduzione dei costi.
Nel business E&P (Esplorazione e Produzione), il risultato di 3,36 miliardi di euro è stato in linea con il primo trimestre del 2025. L’andamento sfavorevole dei tassi di cambio è stato compensato da un aumento della produzione, un mix favorevole dovuto a barili a maggiore redditività e un miglioramento dei prezzi di realizzo del petrolio. Il settore GGP e Power ha registrato un utile operativo proforma adjusted di 0,33 miliardi di euro, grazie alla continua valorizzazione del portafoglio di gas. Il business della raffinazione ha visto un miglioramento delle performance, seppur con una lieve perdita operativa proforma adjusted di 0,05 miliardi di euro, un miglioramento rispetto alla perdita di 0,09 miliardi nel primo trimestre 2025. Il business della Chimica ha ridotto la perdita del 35% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, grazie ai miglioramenti derivanti dal piano di ristrutturazione e dalla chiusura di impianti.
Utili, tassazione e performance delle società affiliate
Nel primo trimestre 2026, l’utile ante imposte adjusted di ENI è stato di 2,38 miliardi di euro, registrando una diminuzione del 13% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo calo è allineato con la riduzione dell’utile operativo adjusted e con l’aumento degli oneri finanziari, derivanti dai minori proventi ottenuti dalla valutazione ai prezzi di mercato dei titoli posseduti per la negoziazione. L’utile netto delle società valutate all’equity è rimasto sostanzialmente stabile, grazie al miglioramento dello scenario delle commodity, alla buona performance operativa e ai volumi crescenti.
L’utile netto adjusted di competenza degli azionisti di ENI nel primo trimestre 2026 è stato di 1,30 miliardi di euro, con una diminuzione dell’8% rispetto al primo trimestre del 2025. Questo calo è stato in parte compensato dalla riduzione del tax rate adjusted del gruppo, sceso al 42% rispetto al 47% dello stesso periodo dell’anno precedente. La riduzione del tax rate è stata causata dal miglior mix geografico dell’utile ante imposte nel business E&P, che ha visto un maggior contributo da giurisdizioni con aliquote fiscali più basse.
Prospettive future e strategie di ENI
In un contesto di mercato caratterizzato da estrema volatilità, ENI continua a implementare con coerenza e rigore la propria strategia, mirando a garantire un’energia sicura, economicamente sostenibile e a basso impatto carbonico per il mercato e per i propri clienti. Il CEO di ENI, Claudio Descalzi, ha commentato: “i risultati di questo trimestre evidenziano una performance e una solidità finanziaria fondamentali nel supportare gli investimenti nel nostro portafoglio di progetti geograficamente diversificati”. Descalzi ha inoltre sottolineato che la crescita produttiva nel settore E&P si conferma eccellente, con l’incremento del valore del portafoglio grazie agli eccezionali successi esplorativi e al rapido avanzamento dei progetti di sviluppo.
La joint venture con Petronas nel sud-est asiatico, ormai prossima a raggiungere la piena operatività, segnerà una nuova fase di crescita in una regione strategica. Le società satellite di ENI, impegnate nella transizione energetica, continuano a generare risultati solidi, autofinanziando la propria crescita. In particolare, Enilive è impegnata nella realizzazione di 2 milioni di tonnellate all’anno di nuova capacità di bioraffinazione, attraverso i progetti di Sannazzaro e Priolo. Inoltre, Plenitude sta proseguendo nel rafforzamento della capacità di generazione di energia rinnovabile e, con l’acquisizione di Acea Energia, ha raggiunto 11 milioni di clienti.
Descalzi ha infine aggiunto: “il nostro piano di deconsolidamento posiziona Plenitude al meglio per investire e crescere in modo autonomo ed efficiente. In prospettiva, il nostro portafoglio flessibile di attività diversificate e di alta qualità, il basso break-even dei progetti E&P, e la nostra robusta struttura finanziaria, con un rapporto di indebitamento ai minimi storici, ci collocano in una posizione eccellente per cogliere i miglioramenti dello scenario e condividere l’upside atteso con gli azionisti”.
ENI ha inoltre rivisitato la propria previsione di flusso di cassa per il 2026, che è ora stimata a 13,8 miliardi di euro. Questo riflette i fattori appena descritti e si tradurrà in un rafforzamento del programma di riacquisto di azioni proprie, portato a 2,8 miliardi di euro, un incremento di circa il 90% rispetto al piano iniziale.





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