L’hantavirus riaccende il dibattito pubblico e sanitario dopo i casi registrati a bordo della nave da crociera MV Hondius, dove è scoppiato un focolaio. Mentre l’imbarcazione prosegue il viaggio verso le Isole Canarie, a livello internazionale è in corso il tracciamento dei contatti potenzialmente esposti al rischio. La vicenda ha assunto rapidamente una dimensione globale, con segnalazioni, controlli e rimpatri che coinvolgono diversi paesi. Il tema non riguarda soltanto l’evoluzione sanitaria del focolaio, ma anche la capacità dei governi di coordinarsi nella prevenzione e nella risposta a future emergenze pandemiche. In questo contesto è intervenuto l’infettivologo Matteo Bassetti, che su X ha collegato il caso dell’hantavirus al dibattito sul Piano pandemico Oms e sull’accordo pandemico globale.
Bassetti: il governo italiano riveda la posizione sul Piano pandemico Oms
“Alla luce di quello che sta succedendo con hantavirus e dell’importanza di interventi coordinati da parte di tutti i paesi del mondo, spero che il governo italiano voglia rivedere la sua posizione sul Piano pandemico Oms. E spiegare agli italiani perché non ha votato a favore dell’accordo pandemico globale: uno strumento per migliorare la prevenzione, la preparazione e la risposta a future pandemie su scala mondiale. Una posizione imbarazzante. Soprattutto in questo momento”. Così su X l’infettivologo Matteo Bassetti.
Le parole dell’esperto arrivano mentre il focolaio di hantavirus Andes collegato alla MV Hondius continua a generare attenzione internazionale. Per Bassetti, la vicenda dimostra l’importanza di strumenti condivisi tra paesi per affrontare in modo coordinato la prevenzione, la preparazione e la risposta a future pandemie.
Dopo il Covid, il dibattito social si sposta sull’hantavirus
Dopo il Covid, ora è l’hantavirus a riaccendere il confronto sui social tra esperti e non esperti. Già in passato Heather Parisi e l’infettivologo Matteo Bassetti si erano scontrati sul tema dei vaccini, con posizioni nettamente opposte. In alcuni casi il duello era diventato a tre, con il virologo Burioni intervenuto a difesa della scienza. Ora il nuovo terreno di scontro è l’hantavirus e il rischio di una diffusione più ampia rispetto al focolaio scoppiato sulla nave da crociera. Il tema del lockdown, richiamato da Parisi, è tornato così al centro della discussione pubblica, insieme a quello dei vaccini e della comunicazione sanitaria.
Parisi: “non andrò in lockdown per Hantavirus”
“Non andrò in lockdown per Hantavirus. Non mi ingannate con la propaganda ‘stai uccidendo persone se viaggi o esci di casa'” – scrive oggi Parisi – “E non chiedetemi di vaccinarmi contro Hantavirus per proteggere i più deboli. Questo trucco subdolo e carogna ve lo siete giocato con la vostra propaganda Covid e non attacca più. Finitela di prenderci per i fondelli”.
Le dichiarazioni di Heather Parisi hanno riportato in primo piano il parallelismo con la pandemia da Covid, evocando il tema del lockdown e delle campagne vaccinali. Ma la replica di Bassetti non si è fatta attendere.
Bassetti replica: “nessuno la vaccinerà perché non esiste un vaccino”
“Stia tranquilla. Potrà continuare a giocare a fare la virologa. Nessuno la vaccinerà perché non esiste un vaccino e neanche una terapia specifica. Sarà per questo che il 50% di chi si contagia con hantavirus muore. Lo sapeva? Non lo avevano insegnato al corso di virologia fatto su Facebook?”.
Con queste parole, Matteo Bassetti ha risposto a Parisi, sottolineando due aspetti centrali: per l’hantavirus non esistono né un vaccino né una terapia specifica. Proprio per questo, il tracciamento dei contatti e l’individuazione precoce di eventuali casi diventano elementi cruciali nella gestione dell’emergenza.
Nuovo caso sospetto collegato alla nave: un cittadino britannico a Tristan da Cunha
Mentre prosegue il viaggio della MV Hondius verso le Isole Canarie, emerge un nuovo caso sospetto. Si tratta di un cittadino britannico che potrebbe aver contratto l’infezione in collegamento con il focolaio rilevato a bordo della nave, secondo quanto dichiarato dal governo e riportato dalla Bbc online.
Il paziente si trova attualmente sulla remota isola di Tristan da Cunha, dove l’imbarcazione ha fatto scalo a metà aprile. Il Regno Unito ha già due cittadini risultati positivi al virus: uno è ancora ricoverato in terapia intensiva in Sudafrica, mentre l’altro è uno dei tre passeggeri evacuati nei giorni scorsi, via Capo Verde, prima che la nave riprendesse il viaggio verso le Canarie. Quest’ultimo si trova in condizioni stabili nei Paesi Bassi ed è uno dei due sintomatici.
Singapore isola e testa due passeggeri della MV Hondius
L’hantavirus preoccupa anche a Singapore, dove sono state isolate e sono in corso di test due persone che si trovavano a bordo della nave da crociera. A comunicarlo è stata l’Agenzia per le malattie trasmissibili di Singapore, la Cda. I due residenti hanno 67 e 65 anni e sono rientrati a Singapore rispettivamente sabato e mercoledì scorsi. “Il 4 e 5 maggio 2026, l’Agenzia è stata informata che due residenti di Singapore si trovavano a bordo della nave da crociera MV Hondius, sulla quale è stato segnalato un focolaio di hantavirus Andes. Entrambi sono stati isolati presso il National Centre for Infectious Diseases (Ncid), dove sono in corso i test per l’hantavirus e si attendono i risultati. Uno dei due presenta raffreddore (naso che cola) ma è in buone condizioni, mentre l’altro è asintomatico. Il rischio per la popolazione generale di Singapore è attualmente basso”, informa la Cda.
La comunicazione delle autorità sanitarie di Singapore punta dunque a confermare l’attività di sorveglianza sui passeggeri, ma anche a ridimensionare il rischio per la popolazione generale, definito al momento basso.
Il precedente in Argentina e il richiamo di Bassetti al Nejm
Bassetti ha richiamato anche un precedente scientifico pubblicato sulla rivista Nejm, relativo a un’epidemia di Hantavirus Andes avvenuta in Argentina nel 2018 e durata quattro mesi.
Sulla rivista “Nejm” è descritta un’epidemia di “Hantavirus Andes occorsa in Argentina nel 2018 e durata 4 mesi, dove l’infezione si è propagata da 3 casi iniziali, definiti come super diffusori a 27 persone in totale. L’indice Rt è stato superiore a 2. Con 8 casi nell’attuale epidemia e con un modello molto rudimentale, dovremmo aspettarci altri 40-50 casi. Bisogna trovarli presto”. Così su X l’infettivologo Matteo Bassetti.
“Il virus si trasmette solamente a contatti vicini attraverso le goccioline del respiro. Questa è una ottima notizia”, precisa l’esperto.
Il punto evidenziato da Bassetti è quindi duplice: da un lato la necessità di individuare rapidamente eventuali altri casi, dall’altro il fatto che la trasmissione, secondo quanto affermato, avverrebbe attraverso contatti vicini e goccioline del respiro.
Gli Stati Uniti preparano un volo di evacuazione per i cittadini americani
Anche gli Stati Uniti si stanno muovendo per riportare in patria i cittadini americani a bordo della MV Hondius. Il Dipartimento di Stato sta organizzando un volo di evacuazione per sostenere il rientro in sicurezza dei passeggeri americani coinvolti nella vicenda.
“Il Dipartimento di Stato sta predisponendo un volo di rimpatrio per sostenere il rientro in sicurezza dei passeggeri americani a bordo della nave”, ha dichiarato un portavoce del Dipartimento di Stato.
Il rimpatrio degli americani si inserisce nel quadro più ampio delle misure adottate dai singoli paesi per monitorare, isolare e assistere i propri cittadini potenzialmente esposti all’hantavirus.
In Spagna test per una donna seduta due file dietro la 69enne olandese morta a Johannesburg
Le autorità spagnole hanno informato che una donna è stata sottoposta a test per sospetto hantavirus dopo aver viaggiato sullo stesso volo della 69enne olandese sbarcata il 24 aprile dalla MV Hondius e poi deceduta a causa del virus a Johannesburg. La paziente spagnola ha presentato “sintomi principalmente legati alla tosse mentre si trovava nella sua casa” nella città di Alicante, ha dichiarato ai giornalisti il segretario di Stato spagnolo alla Sanità, Javier Padilla.
La donna è stata sistemata in “una stanza di isolamento” in ospedale, dove le è stato effettuato un test Pcr che verrà analizzato al Centro nazionale di microbiologia. Padilla ha aggiunto: “speriamo di avere i risultati entro le prime 24 ore”.
Il segretario di Stato ha comunque precisato: “dobbiamo dire – ha precisato – che si tratta di un caso piuttosto improbabile: una persona che era seduta due file dietro alla donna poi deceduta a causa dell’hantavirus”, e per un periodo limitato.
La compagnia aerea Klm aveva spiegato mercoledì che la donna olandese, moglie della prima vittima dell’epidemia di hantavirus sulla nave Hondius, si era trovata brevemente a bordo di un aereo diretto da Johannesburg ai Paesi Bassi il 25 aprile. La donna era stata fatta scendere prima del decollo ed è deceduta il 26 aprile in un ospedale di Johannesburg, risultando successivamente positiva all’hantavirus.
Belgio, due passeggeri saranno rimpatriati e trasferiti all’ospedale universitario di Anversa
I due cittadini belgi che si trovavano a bordo della nave da crociera olandese MV Hondius, dove un’epidemia di hantavirus ha causato tre vittime, saranno rimpatriati in Belgio e trasferiti all’Ospedale Universitario di Anversa, l’Uza, per accertamenti medici. Lo ha annunciato oggi il Servizio Pubblico Federale per la Salute belga.
I due saranno riportati a casa il prima possibile e saranno monitorati per settimane dalle autorità sanitarie fiamminghe. Il rimpatrio avverrà nei prossimi giorni, in accordo con la Spagna e l’Unione Europea, ma la data esatta non verrà resa nota, per tutelare la privacy delle persone coinvolte.
All’Uza saranno sottoposti a test per verificare la presenza di sintomi di infezione da hantavirus. In caso affermativo, verrà loro offerto anche supporto psicologico.
Le autorità: rischio molto basso se i passeggeri sono asintomatici
“I nostri due connazionali a bordo della nave da crociera sono attualmente asintomatici. Il rischio che contagino altre persone è quindi molto basso”, ha rassicurato Vinciane Charlier, portavoce del Servizio Pubblico Federale per la Salute. Dato che non presentano sintomi dopo i test, queste persone potranno tornare a casa, ma saranno attentamente monitorate per diverse settimane dalle autorità sanitarie fiamminghe. Le autorità resteranno in contatto con i due individui, monitoreranno l’eventuale comparsa di sintomi e, a titolo precauzionale, limiteranno i loro contatti con altre persone nelle prossime settimane.
Un terzo cittadino belga è stato identificato come possibile contatto con una persona infetta. Sono state pertanto avviate le procedure di tracciamento dei contatti, come confermato dal Servizio pubblico federale Sanità pubblica.
Hantavirus, lockdown e vaccini: perché il caso è diventato politico e sociale
Il focolaio di hantavirus sulla MV Hondius non è soltanto una vicenda sanitaria internazionale. È diventato anche un caso politico e sociale, perché arriva dopo anni segnati dalla pandemia di Covid, dalle polemiche sui vaccini, dalle misure restrittive e dal ricordo del lockdown.
Le parole di Parisi hanno intercettato proprio questo fronte del dibattito, evocando il timore di nuove restrizioni e di nuove campagne vaccinali. Mentre la nave prosegue verso le Canarie, il quadro resta in evoluzione: ci sono pazienti positivi, casi sospetti, passeggeri isolati e test in corso in più paesi. L’elemento centrale, per le autorità sanitarie, resta la rapidità nel trovare eventuali nuovi casi e nel ricostruire i contatti, per evitare che il focolaio di hantavirus Andes possa allargarsi oltre la cerchia dei passeggeri e dei contatti più stretti.



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