Il grande spavento solare: i mostri magnetici si stanno dissolvendo

Le gigantesche macchie solari che facevano tremare la stella si rivelano meno pericolose del previsto proprio mentre si affacciano verso la Terra

L’allarme sembra finalmente rientrato, una tempesta geomagnetica record diventa un innocuo passaggio ravvicinato. Negli ultimi giorni, l’attenzione della comunità scientifica era focalizzata sul lato nascosto del Sole, dove 3 colossali anomalie magnetiche stavano letteralmente facendo vibrare l’intera struttura interna della stella. I dati raccolti tramite l’eliosismologia avevano previsto un incremento esponenziale dell’attività solare proprio a partire da oggi, 22 maggio, momento in cui la rotazione della stella avrebbe mostrato alla Terra questi giganti di plasma. Tuttavia, l’ultimo monitoraggio della sonda europea Solar Orbiter (immagini di seguito) ha rivelato un improvviso e provvidenziale colpo di scena che cambia completamente le carte in tavola per il fine settimana.

Gli echi acustici nel cuore del Sole

Per comprendere la portata dell’evento, bisogna fare un passo indietro e guardare a come gli scienziati riescono a monitorare ciò che si nasconde dietro il lembo visibile della nostra stella. Proprio come i geologi utilizzano le onde sismiche dei terremoti per mappare le profondità della Terra, gli astrofisici sfruttano l’eliosismologia per sondare le viscere solari. Le onde sonore che rimbalzano continuamente nel plasma vengono deviate e assorbite dai potentissimi campi magnetici generati dalle macchie solari.

mappa eliosismica

Le ultime mappe eliosismiche avevano catturato 3 evidenti anomalie termiche e magnetiche. Questi imponenti echi testimoniavano l’esistenza di un terzetto di macchie solari di dimensioni straordinarie, talmente dense da far risuonare l’intera stella in modo differente rispetto al normale. Il countdown per l’allineamento con la Terra faceva temere una pioggia di brillamenti di classe X ed espulsioni di massa coronale capaci di impattare in modo significativo sul nostro pianeta.

La ritirata dei giganti magnetici

Il momento critico era atteso proprio in queste ore, dato che la rotazione solare impiega circa 27 giorni per compiere un giro completo sul proprio asse e stava per spingere la prima di queste enormi strutture verso il nostro campo visivo. I dati freschi di trasmissione inviati da Solar Orbiter hanno ribaltato lo scenario di instabilità geomagnetica che si stava delineando per i prossimi giorni. Il gigantesco gruppo di macchie solari che si trovava sul lato nascosto sta iniziando a disperdersi rapidamente, esaurendo la sua dirompente carica energetica prima del previsto.

macchie solari solar orbiter

La stella ha smesso di produrre i temibili brillamenti di classe X da ormai 5 giorni, e persino i fenomeni di classe M, decisamente più moderati, stanno diventando sempre più rari. Ciò significa che la temuta minaccia per le reti elettriche e i satelliti terrestri è drasticamente ridimensionata. Quando le strutture magnetiche si mostreranno del tutto nel corso del weekend, il Sole potrebbe rivelarsi sorprendentemente tranquillo, lasciando agli appassionati solo il fascino di un’osservazione scientifica ravvicinata senza le ansie di un blackout tecnologico.