Si intensifica drammaticamente l’ondata di maltempo che da ieri sta colpendo l’Italia, con un profondo ciclone sul Tirreno alimentato dall’aria fredda proveniente dalla Russia. La circolazione atmosferica sull’Europa ha subito un autentico scossone nel weekend di Halloween, con una configurazione che nella giornata di oggi, lunedì 2 novembre 2026, tiene l’Italia letteralmente spaccata in due sotto una sferzata di maltempo di rara intensità. Un violento ciclone a cuore caldo-occluso si è scavato nel basso Tirreno, posizionando il proprio minimo barico di 1000hPa al largo di Palermo. La miccia che ha innescato questo profondo vortice di bassa pressione deriva dall’impatto frontale tra la calda superficie marina del bacino centrale del Mediterraneo e l’irruzione di una massa di aria gelida continentale di matrice russa.
Questa colata gelida ha fatto sprofondare la penisola in un clima da pieno inverno già a partire da ieri, quando anomalie termiche negative impressionanti hanno accompagnato clamorose e precoci nevicate lungo la dorsale appenninica. La neve è caduta con accumuli copiosi sull’Appennino tra Romagna e Marche a partire dagli 800 metri di quota, mentre sui rilievi dell’Abruzzo il manto bianco ha rivestito i paesaggi oltre i 1.000 metri, regalando cartoline surreali per l’inizio di novembre. Addirittura, l’estrema instabilità nei bassi strati ha favorito intensi rovesci di gragnola e neve tonda fin sulle aree pianeggianti dell’Emilia-Romagna, imbiancando a tratti la città di Forlì. Al Settentrione le correnti hanno assunto una piega decisamente più secca, favorendo ampi rasserenamenti notturni che hanno aperto la strada a gelate estese e precoci su gran parte della Pianura Padana, con i termometri scesi all’alba fino a -3°C nell’astigiano, in Piemonte. Al Centro-Sud, al contrario, la rotazione ciclonica ha esasperato la risalita di masse d’aria caldo-umide e instabili dal canale di Sicilia e dallo Ionio, determinando piogge alluvionali e temporali autorigeneranti.
La configurazione barica europea: il ponte di Voejkov e l’anticiclone Klaus
L’architettura sinottica che governa questa fase meteorologica estrema risiede in una perfetta e micidiale sinergia su scala continentale. L’elemento cardine è rappresentato da un imponente anticiclone atlantico posizionato tra l’Irlanda e la Scozia, capace di raggiungere valori barici straordinari fino a 1045hPa. Questo colosso di alta pressione è stato battezzato Klaus dall’Istituto Meteorologico della Freie Universität di Berlino. L’istituto tedesco rappresenta una realtà pionieristica e singolare nel panorama continentale, essendo l’unico ente accademico designato in Europa a occuparsi storicamente della denominazione ufficiale di cicloni e anticicloni sin dal 1954, coordinando le proprie procedure all’interno delle linee guida dell’Organizzazione meteorologica mondiale (OMM). La presenza e la distensione verso nord-est dell’anticiclone Klaus hanno completato la saldatura con un promontorio di alta pressione russo-scandinavo, realizzando da manuale il celeberrimo ponte di Voejkov. Questa barriera anticiclonica, che prende il nome dal climatologo russo Aleksandr Voejkov, ha sbarrato completamente la strada alle miti correnti zonali oceaniche, costringendo il flusso d’aria gelida presente sulle steppe russe a compiere un moto retrogrado verso ovest, scivolando lungo il bordo sud-orientale dell’alta pressione dritta verso i Balcani e l’Italia. Non appena questo nocciolo siberiano è traboccato sui mari italiani, l’enorme gradiente termico e igrometrico ha trasformato il basso Tirreno in una fabbrica di convezione violenta, alimentando venti burrascosi a rotazione ciclonica che sferzano senza sosta le nostre regioni meridionali.
Allagamenti e nubifragi: la mappa delle piogge torrenziali tra Abruzzo, Molise e Puglia
I fronti temporaleschi associati al ramo ascendente della perturbazione stanno martellando con inaudita violenza i settori adriatici e ionici. Le precipitazioni torrenziali hanno già superato la soglia di alluvione lampo in diverse località, mandando in tilt la rete idrografica minore e causando frane, allagamenti diffusi e l’interruzione di numerose arterie stradali. La situazione appare particolarmente critica in Abruzzo, dove si registra un vero e proprio diluvio sul versante teatino e pescarese: a Tre Croci di Cepagatti, nei pressi di Chieti, la stazione pluviometrica ha registrato un picco eccezionale di 156mm, mentre a Chieti città si contano 110mm e a Pescara si toccano i 90mm. Poco più a sud, in Molise, il fronte non ha concesso tregua alla costa con ben 88mm precipitati a Termoli. Gravissima anche la situazione in Puglia, dove le precipitazioni insistono da quattro giorni consecutivi, saturando completamente i terreni e rendendo il territorio vulnerabile a qualsiasi accumulo ulteriore. Nelle ultime ore i temporali sono diventati estremamente severi nel Salento, scaricando 78mm di pioggia a Soleto, 75mm a Scorrano, 71mm a Castrignano de’ Greci, 67mm a Ortelle, 55mm a Otranto e 35mm a Lecce. Sulla murgia barese piove a dirotto senza sosta, con 40mm rilevati ad Altamura. Anche la Basilicata fa i conti con un maltempo ruggente: a Matera piove con continuità e il picco regionale appartiene al territorio di Pisticci con 50mm. I caroselli temporaleschi abbracciano pure la Campania, la Sicilia e la Calabria, dove la città di Catanzaro è stata messa in ginocchio stamane da un violentissimo nubifragio che ha scaricato 65mm in brevissimo tempo, allagando sottopassi, scantinati e trascinando detriti lungo le strade. A causa dell’allerta meteo rossa e arancione, i sindaci di numerosi comuni pugliesi, a partire proprio da Lecce e Brindisi, hanno disposto in via precauzionale la chiusura di tutte le scuole per la giornata odierna.
Crollo termico da pieno inverno: le temperature registrate alle 14:30
Oltre all’acqua che cade copiosa, a rendere la situazione eccezionale è il crollo termico vertiginoso che sta caratterizzando questa prima settimana di novembre. Le masse d’aria artico-continentali hanno azzerato l’autunno al Mezzogiorno, portando valori che sarebbero tipici della terza decade di gennaio. Le temperature massime giornaliere faticano persino a raggiungere la doppia cifra sulle zone interne e collinari: non si va oltre i +10°C a Campobasso e i +12°C ad Avellino, mentre lungo le fasce costiere tirreniche e adriatiche la colonnina di mercurio stagna su livelli freddissimi, con appena +13°C a Brindisi, +14°C a Lecce e +15°C a Napoli e Bari. Ancora più impressionante è il quadro termico rilevato nel primo pomeriggio, alle ore 14:30, nel momento in cui solitamente si registra il picco di calore diurno: a Catanzaro e Vibo Valentia si misurano appena +9°C, a Cosenza la temperatura è ferma a +11°C, mentre persino le città costiere della Sicilia tirrenica come Palermo e Trapani vivono una giornata tipicamente invernale sotto scrosci di pioggia e appena +15°C. L’azione dei venti tempestosi esaspera sensibilmente la sensazione di freddo percepito, costringendo i cittadini a indossare abiti pesanti e piumini invernali con largo anticipo rispetto alle tabelle di marcia stagionali.
L’evoluzione nelle prossime ore: la traiettoria del vortice, venti a 100km/h e allerta massima
L’allerta meteo resta di massimo livello per l’evoluzione attesa tra il pomeriggio e la serata di oggi. Il nucleo del ciclone tirrenico, mantenendosi attorno a un minimo di 1000hPa, traslerà gradualmente verso levante tagliando in due la Calabria per poi emergere e risalire il mar Ionio. Questa traiettoria continuerà a risucchiare violentemente corpi nuvolosi forieri di piogge torrenziali. Il rischio idrogeologico e idraulico tocca l’apice su Puglia, Basilicata, Molise, Abruzzo, Campania, Calabria e Sicilia, dove le celle temporalesche continueranno a rigenerarsi riversando quantitativi pluviometrici ingenti. Sul settore tirrenico e ionico si abbatterà inoltre il fronte freddo vero e proprio, accompagnato da un’irruenta sventagliata di tramontana con raffiche che supereranno localmente i 100km/h, sollevando violente mareggiate lungo tutti i litorali esposti con onde alte diversi metri capaci di provocare danni alle strutture balneari e disagi alla navigazione marittima. I bacini idrografici di Abruzzo, Molise, Puglia e Basilicata rimangono sotto osservazione speciale: i suoli saturi non riescono più ad assorbire l’acqua caduta, lasciando aperte serie preoccupazioni per esondazioni di fiumi e canali nelle prossime ore serali e notturne.
Allerta Meteo per martedì 3 novembre: dal Canale d’Otranto ai Balcani prima del miglioramento
Le prime ore di martedì 3 novembre vedranno ancora il meridione d’Italia alle prese con i colpi di coda del ciclone. Durante la notte e per gran parte della mattinata si verificheranno residue piogge battenti e rovesci temporaleschi sulla Puglia centro-meridionale, sulla Basilicata e a tratti sui settori costieri e collinari di Abruzzo, Molise, Campania, Calabria e Sicilia orientale. Il centro della bassa pressione, tuttavia, comincerà a perdere progressivamente energia mentre scivolerà rapidamente attraverso il Canale d’Otranto per abbattersi direttamente sulla Grecia e sulle coste dell’Albania. Questo allontanamento verso i Balcani favorirà un sensibile aumento della pressione barica sul Mediterraneo centrale. Già a partire dal pomeriggio e dalla serata di domani, ampie e rassicuranti schiarite si apriranno su tutte le regioni meridionali, sancendo un deciso e definitivo miglioramento delle condizioni atmosferiche su tutta l’Italia. Fino a quel momento, tuttavia, l’attenzione delle autorità e della protezione civile resta concentrata sulle aree più colpite dall’alluvione, con il fiato sospeso nella speranza che il passaggio definitivo della tempesta non lasci dietro di sé conseguenze disastrose per le popolazioni locali.
Tutti i dettagli dal video con l’ultimo bollettino meteo completo dal Canale YouTube di MeteoWeb:
Di seguito i link per l’accesso diretto alle pagine con le previsioni meteo, particolarmente accurate nei dettagli, per le aree geografiche d’Italia (link sempre raggiungibili anche dal menù in alto in tutte le pagine del sito):









Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?