Il monitoraggio meteorologico della serata di lunedì 2 novembre 2026, aggiornato alle ore 23:00, certifica in maniera inequivocabile i contorni di una vera e propria giornata storica per il clima italiano. Non si è trattato del classico episodio temporalesco violento ma circoscritto: l’ondata di maltempo che sta flagellando l’Italia si distingue per un’estensione geografica mostruosa, capace di scaricare una gigantesca valanga d’acqua in contemporanea su centinaia di chilometri quadrati, abbracciando senza soluzione di continuità i territori compresi tra le Marche meridionali e la punta occidentale della Sicilia. L’azione congiunta del profondo vortice depressionario ormeggiato sui mari meridionali e della massiccia irruzione di aria fredda da nord-est ha innescato una spirale ciclonica eccezionale, responsabile di precipitazioni torrenziali e venti tempestosi.
Questo evento straordinario si inserisce nel solco di un intero anno 2026 eccezionalmente piovoso, contraddistinto da anomalie pluviometriche positive mese dopo mese su gran parte delle nostre regioni meridionali, dove molte stazioni hanno già superato la soglia clamorosa di oltre 3.000mm annui dall’inizio di gennaio. Un quadro reale, tangibile e misurato strumentalmente, che stigmatizza e polverizza cinquant’anni di catastrofismi e allarmismi ingiustificati: per decenni schiere di presunti esperti hanno profetizzato l’avanzata inarrestabile del Sahara sul Mediterraneo e l’imminente desertificazione del Sud Italia. Settimana dopo settimana, mese dopo mese e anno dopo anno, i fatti dimostrano l’esatto contrario di quelle narrazioni infondate, evidenziando come al meridione piova sempre di più e con frequenza sempre maggiore, regalando colline, campagne e territori rigogliosi e sempre più verdi.
La Sicilia finisce sott’acqua: Palermo paralizzata dai nubifragi e diluvi su Madonie e Nebrodi
Il versante tirrenico della Sicilia ha vissuto ore drammatiche a partire dalla seconda parte del pomeriggio, quando una violentissima sventagliata di tramontana ha preceduto l’ingresso di un nucleo temporalesco autorigenerante eccezionalmente compatto. Il capoluogo regionale si è ritrovato rapidamente alle prese con gravissimi allagamenti a catena, strade trasformate in torrenti impetuosi e pesanti disagi alla circolazione stradale. Alle 22:30 della sera piove ancora a dirotto e la situazione sul palermitano continua a essere critica a causa di accumuli pluviometrici sbalorditivi. Spiccano i picchi montani e pedemontani alle spalle della Conca d’Oro, con ben 121mm misurati a San Martino delle Scale e 119mm a Monreale.
L’intensità dei rovesci ha colpito duro l’intera fascia costiera e l’hinterland: si registrano 71mm a Carini, 60mm a Misilmeri, 58mm a Palermo centro, 47mm a Termini Imerese e 45mm a Castellammare del Golfo. Il maltempo non ha risparmiato l’entroterra montuoso, scaricando picchi di 100mm nella zona di Isnello, nel cuore del massiccio delle Madonie. Piogge abbondanti e persistenti hanno poi valicato i crinali dei Nebrodi e dei Peloritani, investendo con violenza la provincia di Messina, dove il pluviometro della città dello Stretto ha superato i 40mm, estendendo i rovesci lungo le coste ioniche e tirreniche dell’isola.
Puglia nel caos tra piogge monsoniche, record storico sulle Murge e due violenti tornado
La Puglia è stata l’epicentro di fenomeni atmosferici distruttivi, pagando un tributo pesantissimo in termini di dissesto idrogeologico e danni da vento. La furia termodinamica generata dallo scontro tra masse d’aria eterogenee ha generato almeno due pericolosissimi tornado che hanno toccato terra seminando devastazione, il primo a Castellaneta Marina in provincia di Taranto e il secondo a Marina di Carovigno nel brindisino, dove alberi secolari sono stati sradicati e numerose strutture hanno riportato danni ingenti. Nel frattempo, piogge monsoniche hanno letteralmente inondato la regione, riscrivendo la storia climatica dell’altopiano murgiano: nella zona delle Murge, infatti, non si registrava un quantitativo di pioggia così elevato in un solo giorno dal 25 gennaio 2019.
I pluviometri certificano un diluvio generalizzato su tutta la penisola salentina e sulle province centrali: nel Salento sono caduti 85mm a Soleto, 84mm ad Ortelle, 82mm a Scorrano, 80mm a Castrignano de’ Greci, 77mm a Galatina, 74mm a Giurdignano, 73mm a Otranto, 72mm a Minervino di Lecce, 54mm a Lequile, 51mm a Cavallino, 49mm a Salice Salentino, 41mm a Manduria, 40mm a Lecce città, 55mm a Brindisi e 31mm a Francavilla Fontana. Salendo verso la Valle d’Itria e le Murge, i pluviometri hanno fatto segnare 38mm a Martina Franca e a Putignano, 34mm a Noci, 32mm a Fasano, toccando numeri impressionanti con 81mm a Conversano, 53mm a Castellana Grotte, 49mm ad Altamura e 48mm a Cassano delle Murge. Risalendo la costa e l’entroterra barese e ofantino si rilevano 76mm a Terlizzi, 69mm a Ruvo di Puglia, 61mm a Giovinazzo, 48mm a Barletta, 45mm a Cerignola, 36mm a Foggia e 57mm a Lucera, fino a raggiungere vette parossistiche tra i Monti Dauni e il Sannio con 119mm a Castelluccio Valmaggiore e ben 120mm a San Bartolomeo in Galdo, al confine tra le province di Foggia e Benevento.
Diluvi dal Gargano all’Abruzzo e Campania: Calabria al gelo con temperature da pieno inverno
Il mostruoso ciclone ha rovesciato quantitativi eccezionali anche sul resto del Mezzogiorno peninsulare e sul versante adriatico. Sul promontorio del Gargano si sono toccati 65mm a Monte Sant’Angelo, mentre il litorale del Molise ha visto cadere ben 93mm a Termoli, accompagnati dai 70mm di Campobasso e gli 80mm di Capracotta. Drammatico il bilancio delle precipitazioni in Abruzzo, dove si registra l’incredibile cifra di 170mm a Tre Croci di Cepagatti, 115mm a Chieti, 110mm a Portacaldaia di Penne e 69mm a Canzano, con il fronte perturbato spintosi fin sulle Marche dove si registrano addirittura 123mm ad Arquata del Tronto. Non è stata da meno la Campania, battuta da nubifragi che hanno scaricato 82mm a Baselice, 72mm a Bagnoli Irpino, 70mm a Serino, 69mm ad Ariano Irpino, 65mm a Solofra e 61mm a Padula. In Basilicata la pioggia ha battuto con insistenza l’intero territorio provinciale materano e potentino, con il picco di 57mm registrato a Pisticci, superata dai 60mm della vicina Craco Peschiera. Eccezionali, quindi, non solo le piogge ma soprattutto la loro estensione su una porzione enorme del nostro territorio nazionale.
L’ondata d’acqua ha flagellato capillarmente anche l’intera Calabria, con apporti pluviometrici diffusi da nord a sud: spiccano i 75mm di Pagliarelle, i 66mm di Catanzaro, i 65mm di Gambarie d’Aspromonte, i 46mm registrati sia ad Amantea che a Gioia Tauro, i 41mm di Lamezia Terme, i 30mm di Locri, i 28mm di Sibari, i 27mm di Vibo Valentia, i 26mm di Reggio Calabria e i 19mm di Cosenza. In questa regione, così come su tutto il Mezzogiorno, alla pioggia si è sommato un freddo siberiano del tutto anomalo per il periodo: in tarda serata i termometri segnano appena +10°C a Cosenza e Vibo Valentia e appena +13°C a Reggio Calabria. Le temperature massime della giornata sembrano uscite da una cronaca meteo di metà gennaio: Foggia e Taranto non sono riuscite a superare i +15°C, mentre Palermo, Bari, Napoli e Lecce si sono fermate a un gelido +16°C. Clamorosi i valori di Cosenza ferma a +12°C, Catanzaro e Vibo Valentia inchiodate a +13°C e Brindisi con appena +14°C. Anche le località tipicamente più miti hanno fatto registrare massime straordinariamente basse sotto i venti gradi: Reggio Calabria si è attestata a +17°C, Crotone e Catania a +18°C, mentre Siracusa e Messina non sono andate oltre i +19°C, a testimonianza di un evento meteorologico destinato a rimanere scolpito negli annali della meteorologia nazionale.

L’allerta meteo per la notte e la mattinata di martedì 3 novembre: massima prudenza tra Puglia e Basilicata
L’emergenza non è affatto finita, poiché la circolazione depressionaria manterrà un profilo estremamente minaccioso per tutta la notte e per le prime ore di martedì 3 novembre. Il centro motore del ciclone, dopo aver attraversato la Calabria e iniziato la risalita del mar Ionio, dirigerà la propria traiettoria verso il Canale d’Otranto, rinnovando condizioni di severo maltempo sul basso Adriatico e sull’arco ionico. L’allerta meteo della protezione civile resta ai massimi livelli, con un’attenzione speciale rivolta a Puglia e Basilicata, dove i suoli ormai totalmente saturi d’acqua non sono più in grado di drenare nuovi apporti e qualsiasi ulteriore rovescio rischia di tramutarsi all’istante in allagamenti diffusi, colate di fango e pericolosi rigonfiamenti dei corsi d’acqua minori. Le precipitazioni continueranno a insistere con forza nella notte e all’alba anche su alcuni settori costieri e interni di Abruzzo, Molise, Campania, Calabria e Sicilia tirrenica, accompagnate da una burrascosa ventilazione settentrionale che continuerà ad alimentare furiose mareggiate lungo i litorali esposti. La svolta avverrà tra la tarda mattinata e il pomeriggio di domani, quando il ciclone si sposterà definitivamente verso la Grecia e l’Albania, liberando gradualmente la nostra penisola e aprendo la strada a rassicuranti schiarite che porteranno un generale miglioramento entro la serata su tutto il territorio italiano. Fino ad allora, la raccomandazione resta quella della massima cautela, alla luce delle numerose ordinanze di chiusura delle scuole e delle misure preventive scattate in decine di comuni meridionali.
Tutti i dettagli dal video con l’ultimo bollettino meteo completo dal Canale YouTube di MeteoWeb:
Di seguito i link per l’accesso diretto alle pagine con le previsioni meteo, particolarmente accurate nei dettagli, per le aree geografiche d’Italia (link sempre raggiungibili anche dal menù in alto in tutte le pagine del sito):





Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?