Funivia del Mottarone, docente del Politecnico di Torino: “La rottura della fune è anomala, potrebbe essere avvenuto qualcosa di stravolgente”

Bruno Dalla Chiara, docente al Politecnico di Torino, ammette di essere sorpreso per quanto accaduto alla Funivia del Mottarone: "La rottura della fune traente è sicuramente anomala"

  • Foto Tino Romano / Ansa
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Bruno Dalla Chiara, docente del Dipartimento di Ingegneria, Ambiente e Territorio del Politecnico di Torino, esperto in strutture come gli impianti a fune, ammette di essere sorpreso per quanto accaduto alla Funivia del Mottarone domenica scorsa: “La rottura della fune traente è sicuramente anomala. Quelle funi sono in acciaio, vengono controllate tutti gli anni con gli strumenti ad hoc, e in più ci sono i controlli visivi. Sono fenomeni lenti, di usura, di corrosione. Non sono inattesi, il tecnico che monitora se li deve aspettare“, “a meno che non ci sia stato qualcosa di strano, stravolgente, come un’azione meccanica forte, un fulmine, un oggetto che cade in modo violento e pesante. Oppure una carenza prolungata nel tempo, ma dubito“, ha spiegato l’esperto in un’intervista al Tgr Leonardo. “Sappiamo che ci sono due funi in quei tipi di impianti: una portante, che regge il carico dall’alto, e una traente che lo trascina. A quanto pare è la fune traente che si si è staccata o rotta. Il secondo elemento è il freno che non ha agito. Se mai dovesse capitare un fatto come questo il veicolo si deve fermare, ma il freno non ha agito. Quindi, i fatti sono due: una rottura del tutto anomala e il mancato intervento del freno,” ha osservato il docente. Dalla Chiara ha anche chiarito in cosa consistono i controlli effettuati sui cavi: “Le funi, sia portanti sia traenti, vengono sottoposte interamente a un controllo magnetoinduttivo. Un campo magnetico li controlla per la loro estensione, localmente magnetizza la fune che risponde con un segnale proporzionale, pur con dei margini di errore all’area sottoposta al campo. Quindi il tecnico è in grado di capire la situazione interna anche se non vede fili rotti“.