Artemis II, Cosmo (ASI): “la missione apre a nuove conoscenze sul Sistema Solare”

Cosmo: "quello che hanno registrato gli astronauti della missione non è tanto importante per eventuali novità eclatanti su quello che avviene sul lato che non vediamo dalla Terra della Luna, quanto per la qualità dei nuovi dati offerta dagli strumenti all'avanguardia utilizzati da Artemis"

Questi sono solo i primi passi: le osservazioni sul lato oscuro della Luna da parte dell’equipaggio dell’Artemis II aprono un ventaglio di nuove possibilità per la conoscenza non solo del nostro satellite ma anche del Sistema Solare più in generale“. Lo ha detto all’AGI Mario Cosmo, direttore Scienza e Innovazione dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), commentando le notizie che vengono dalla missione Artemis II, che è passata dietro la Luna, osservando il ‘lato nascosto’ del satellite naturale della Terra e ha raggiunto la massima distanza dal nostro pianeta.

Quello che hanno registrato gli astronauti della missione – prosegue Cosmo – non è tanto importante per eventuali novità eclatanti su quello che avviene sul lato che non vediamo dalla Terra della Luna, quanto per la qualità dei nuovi dati offerta dagli strumenti all’avanguardia utilizzati da Artemis. Dati che ci potrebbero dire molto sulla geologia e sulla morfologia della Luna e aiutarci a capire come si è formata“.

La Luna come punto di osservazione privilegiato

A questo si aggiungono le enormi possibilità che la Luna offre come punto di osservazione privilegiato dello spazio. Ad esempio, gli astronauti di Artemis hanno potuto osservare – durante un’eclisse – la corona solare con una nitidezza non sperimentabile durante le eclissi osservate dalla Terra, questo perché la Luna non ha atmosfera che interferisca con la visione della corona solare stessa. Ancora: dal lato oscuro della Luna, lo spetto radio è molto più ‘pulito’, essendo coperte le interferenze da parte della Terra, il che agevola moltissimo gli studi di astrofisica tra gli altri. Vista anche la sua bassa sismicità, la Luna un domani potrebbe essere la sede ideali per stazioni di studio e telescopi e di tutto questo i risultati dell’Artemis II sarebbero stati la base”, ha concluso Cosmo.