Hantavirus sulla nave da crociera, l’Oms esclude un nuovo Covid: “il rischio per il resto del mondo è basso”

Tedros Adhanom Ghebreyesus esclude analogie con l’inizio della pandemia di Covid-19, mentre salgono a otto i casi confermati e sospetti a bordo della MV Hondius

Il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, non ritiene che l’epidemia di hantavirus a bordo della nave da crociera MV Hondius, da sabato al centro di un allarme internazionale, presenti analogie con l’inizio della pandemia di Covid-19. Il chiarimento è arrivato parlando con l’agenzia stampa Afp dalla sede dell’Oms a Ginevra. Alla domanda se l’agenzia Onu per la salute vedesse somiglianze con l’emergenza emersa all’inizio della crisi Covid-19, Tedros ha risposto: “no, non credo”. Il messaggio centrale dell’Oms è quindi quello di contenere l’allarme: pur riconoscendo la gravità della situazione a bordo e la necessità di un coordinamento internazionale, il direttore generale ha insistito sul fatto che “il rischio per il resto del mondo è basso”.

Che cos’è l’hantavirus e perché preoccupa il ceppo Andes

L’hantavirus è una malattia rara che si diffonde solitamente attraverso roditori infetti, in genere tramite urina, feci e saliva. Nel caso dell’epidemia sulla nave da crociera, tuttavia, l’attenzione delle autorità sanitarie si concentra sul ceppo Andes, ora confermato in tre casi. A rendere più delicata la situazione è il fatto che il ceppo Andes dell’hantavirus è trasmissibile tra esseri umani. Questo elemento ha contribuito ad alimentare l’allarme internazionale attorno alla MV Hondius, anche se l’Oms ha scelto finora una linea di prudenza, evitando paragoni diretti con scenari pandemici.

La conferma di tre casi legati al ceppo Andes rappresenta dunque il dato sanitario più rilevante, insieme alla necessità di garantire l’assistenza ai pazienti e il monitoraggio delle persone ancora presenti a bordo.

Otto casi tra confermati e sospetti, compresi tre morti

Secondo le informazioni diffuse, sono in totale 8 i casi fra confermati e sospetti, compresi 3 morti. Il bilancio ha reso necessario un intervento coordinato e ha spinto l’Organizzazione mondiale della sanità a seguire da vicino l’evoluzione dell’emergenza. Tedros Adhanom Ghebreyesus ha riconosciuto che si sono tenuti “diversi incontri per coordinare i partner e per rispondere all’emergenza”. Nonostante questo, il direttore generale dell’Oms ha affermato che finora non ha ritenuto necessario convocare una riunione del comitato di emergenza sulla situazione dell’hantavirus.

La decisione indica che, secondo la valutazione attuale dell’agenzia Onu per la salute, l’episodio richiede attenzione e interventi mirati, ma non è stato ancora giudicato tale da imporre l’attivazione del massimo livello di consultazione previsto per le emergenze sanitarie internazionali.

La corsa contro il tempo per evacuare i pazienti dalla nave

Pur minimizzando il rischio globale, Tedros ha parlato di una vera e propria corsa contro il tempo per rispondere all’emergenza. La priorità, ha spiegato, è stata in particolare garantire l’evacuazione dalla nave delle tre persone che si ritiene siano infette dal virus. “Tre dei pazienti sono stati evacuati solo un paio d’ore fa”, ha dichiarato il capo dell’Oms, raccontando che il suo team ha trascorso “una notte insonne perché ci stavamo preparando per questa evacuazione”.

Le parole del direttore generale mettono in evidenza la complessità dell’intervento sanitario, che ha richiesto preparazione, coordinamento e la presenza di personale specializzato per gestire una situazione potenzialmente rischiosa in un ambiente chiuso come quello di una nave da crociera.

La MV Hondius verso le Isole Canarie

La MV Hondius avrà ora come destinazione le Isole Canarie. Da lì, secondo quanto spiegato dal direttore generale dell’Oms, i passeggeri potranno proseguire verso i rispettivi Paesi. “Da lì, ovviamente, il resto dei passeggeri si trasferirà nei rispettivi Paesi”, ha aggiunto Tedros, precisando anche che a bordo dell’imbarcazione sono saliti personale medico e operatori dell’agenzia.

La gestione dello sbarco e del trasferimento dei passeggeri sarà quindi una fase cruciale del monitoraggio sanitario, soprattutto alla luce della presenza del ceppo Andes e della possibilità di trasmissione tra esseri umani.

Monitoraggio continuo dell’Oms a bordo e all’esterno

L’Organizzazione mondiale della sanità continuerà a seguire la situazione sia sulla nave sia al di fuori dell’imbarcazione. Tedros ha assicurato che l’agenzia manterrà il proprio impegno nell’assistenza ai passeggeri e nel controllo dell’evoluzione dell’epidemia. Il direttore generale ha dichiarato: “continueremo a monitorare e assistere le persone a bordo, nonché a monitorare la situazione all’esterno. Stiamo cercando di fare del nostro meglio”.

La posizione dell’Oms resta dunque improntata a una doppia linea: da un lato la gestione urgente dei casi e dei sospetti casi di hantavirus, dall’altro il tentativo di evitare un allarme globale non giustificato dalle informazioni attualmente disponibili. Secondo Tedros, infatti, il quadro resta diverso da quello dell’inizio della pandemia di Covid-19, e il rischio per il resto del mondo viene considerato basso.