In una dichiarazione pubblica con le bandiere dell’Iran dello Scià, con il simbolo dell’antica persia, due ore dopo i massicci attacchi aerei dell’aeronautica militare di Israele contro i centri di potere degli ayatollah, il figlio dell’ultimo Scià iraniano, Reza Pahlavi, chiede ad Alì Khamenei di dimettersi. Nel suo discorso ha prospettato un Paese con più libertà, democrazia e meno religione. Proprio questa mattina, il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi sta incontrando a Mosca il Presidente russo Vladimir Putin.
E’ molto difficile che la Russia accetti di intervenire militarmente in aiuto della repubblica islamica, ma potrebbe concedere l’asilo politico al leader supremo della repubblica islamica dell’Iran Alì Khamenei e al suo stretto giro di potere.
Le intenzioni dichiarate di Donald Trump di rovesciare il regime sono state confermate in una dichiarazione notturna, in cui ha sollevato la prospettiva di un cambio di regime in Iran e ha difeso la sua affermazione secondo cui i siti iraniani di arricchimento nucleare sono stati “totalmente distrutti” dagli attacchi statunitensi durante il fine settimana, nonostante la valutazione dei danni da parte degli Stati Uniti fosse ancora in corso. Il presidente americano ha dichiarato in un post sui social media che i siti – colpiti dalle bombe “bunker buster” GBU-57 e dai missili da crociera Tomahawk sabato sera – hanno subito “danni monumentali“, aggiungendo: “I danni maggiori si sono verificati molto al di sotto del livello del suolo. Fatto centro!!!“. Trump ha anche evidenziato la possibilità di un cambio di regime a Teheran se i leader del Paese non fossero in grado di “rendere l’Iran di nuovo grande“, andando oltre le dichiarazioni di alti funzionari della sua amministrazione. “Non è politicamente corretto usare il termine ‘cambio di regime’, ma se l’attuale regime iraniano non è in grado di RENDERE L’IRAN DI NUOVO GRANDE, perché non dovrebbe esserci un cambio di regime??? MIGA!!!” (Make Iran Great Again, ndr), ha scritto Trump sul social Truth, adottando un acronimo simile al suo ‘MAGA’.
Il rovesciamento del regime potrebbe portare al ritorno della storica bandiera dell’Iran che era un tricolore orizzontale verde, bianco e rosso, simile a quella attuale nei colori e nella disposizione, ma al centro della fascia bianca si trovava il simbolo del leone e del sole (“Shir-o-Khorshid”), un emblema storico dell’antica Persia: il leone impugnava una sciabola ricurva (scimitarra), dietro di lui sorgeva un sole raggiante, questo simbolo rappresentava forza, regalità e la connessione con l’antico impero persiano.
Era un potente emblema dell’identità nazionale iraniana e del legame con la monarchia e la tradizione imperiale.









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