Terremoto e Coronavirus, Calabria in stato di stress: scosse a raffica, gente in strada con le mascherine: “siamo stanchi, ma andiamo avanti”

Il terremoto e il Coronavirus, la Calabria a dura prova per l'emergenza doppia: scosse a raffica, ansia e paura "ma andiamo avanti"

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La Calabria vive in queste ore la doppia paura: quella del Coronavirus e quella del terremoto. Nella notte, infatti, si sono verificate 14 scosse nel giro di pochi minuti sulla fascia tirrenica centrale della Regione, tra le province di Cosenza e Catanzaro, con epicentro sulla costa tra Amantea e Gizzeria. Le scosse si sono verificate tra l’01:45 e le 02:10, e le tre più forti sono state di magnitudo 3.9 (ore 01:52), magnitudo 3.4 (ore 01:55) e magnitudo 3.5 (ore 02:02). La popolazione è scesa in strada, impaurita, con le mascherine e mantenendo le distanze, duramente provata da questo doppio stress. Le scosse sono state avvertite, oltre che nelle zone più vicine all’epicentro (Nocera Terinese, Falerna, Campora San Giovanni), a Lamezia Terme, Cosenza, Amantea, Rende, Vibo Valentia, Soveria Mannelli, Montalto Uffugo, Mendicino, Castrolibero e Rogliano.

Abbiamo avvertito tre scosse, una appresso all’altra, siamo tutti usciti in strada, ci siamo convogliati nella zona del campo sportivo, e ora stiamo facendo una ricognizione per verificare i danni, ma sembra non ce ne siano, solo un vecchio rudere ha subìto delle lesioni“. Lo dice all’AdnKronos Luca Marrelli, sindaco di San Mango d’Aquino (Cz), piccolo centro del Tirreno catanzarese ed epicentro della scossa più forte, magnitudo 3.9, delle sei registrate stanotte in Calabria. “La gente, un po’ spaventata, è rimasta in macchina con le famiglie – aggiunge -, la maggior parte aveva le mascherine, nessuno è entrato in contatto con altri, se non coi propri familiari con cui già vive. Poi, dopo circa un’ora, siamo rientrati in casa“.

Qui a Falerna non ci sono stati danni, ma la gente si è riversata in strada, però erano tutti, o quasi tutti, dotati di mascherina e mantenevano la distanza per evitare il contagio da Covid-19. Vicini stavano solo i familiari che già vivono nella stessa casa“. Lo dichiara all’AdnKronos Daniele Menniti, sindaco di Falerna (Cz), uno dei paesi della costa tirrenica catanzarese epicentro della scossa più forte, magnitudo 3.9, delle sei registrate stanotte in Calabria. “Stanotte ho fatto un giro per verificare, ma nessun danno, ora si stanno effettuando i controlli, ma per il momento l’allarme è rientrato – aggiunge -, però la gente è un po’ stanca, pensi che subito dopo la scossa qualcuno diceva che si era tornati alla normalità, il terremoto aveva preso il sopravvento rispetto all’emergenza coronavirus. Ma andiamo avanti“.

A preoccupare è la situazione sismica generale della Calabria: domenica 15 marzo si era verificata un’altra scossa di magnitudo 4.1 nel basso Tirreno, il 24 Febbraio una scossa di magnitudo 4.4 aveva colpito Cosenza e Rende e da quel momento erano seguite nuove scosse non solo nel Tirreno, ma anche in Sila e in Aspromonte, in varie zone della Regione.

Ai microfoni di MeteoWeb, il geologo Antonio Moretti ha spiegato poche settimane fa che “La Calabria è sempre pericolosa, ed a forza di scricchiolare prima o poi si spezza. Mi dispiace molto per i miei amici calabresi, ma devono essere sempre preparati ad una grossa crisi sismica”. Parole forti ma di scienza, che devono quindi far riflettere, pur nella delicatezza del momento, affinchè si faccia il possibile per prevenire eventuali danni più seri.

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Calabria, il punto sulla situazione del Coronavirus: arrivato a Cosenza il Tocilizumab, una speranza in più

Sul fronte Coronavirus la situazione resta sotto controllo, con appena 89 casi accertati in tutta la Regione, di cui una vittima, un guarito e 7 pazienti ricoverati in terapia intensiva. Intanto la direzione aziendale dell’Ospedale di Cosenza annuncia l’arrivo nel nosocomio del Tocilizumab, nella composizione in fiale. Nel reparto di Malattie Infettive e Tropicali, diretto da Antonio Mastroianni prosegue invece la somministrazione del farmaco per l’artrite reumatoide che si è rivelato efficace nella cura della sintomatologia Covid-19. ”Da oggi – dichiara Mastroianni – procederemo a somministrare il Tocilizumab per via endovenosa al dosaggio di 8 milligrammi per chilo, secondo il protocollo cinese. Saranno trattati otto pazienti che presentano allo stato, condizioni di insufficienza respiratoria severa”. Il Tocilizumab giunto nel nosocomio bruzio direttamente dalla casa farmaceutica Roche, già utilizzato nel trattamento del Covid-19 in alcuni ospedali italiani tra i quali l’Ospedale Cotugno di Napoli, sta dando risultati incoraggianti. ”Il Tocilizumab è un anticorpo che inibisce l’interleukina 6, una citochina coinvolta nel processo infiammatorio associato all’artrite reumatoide. In sperimentazione in 14 ospedali a Wuhan, – spiega Mastroianni – entro pochi giorni, ha avuto effetti importanti sulla sintomatologia da Covid-19: la febbre si è risolta e tutti i restanti sintomi sono migliorati in maniera importante. Quindici dei 20 pazienti (ovvero il 75%) hanno richiesto un minore flusso di ossigeno ed un paziente non ha più richiesto la ossigenoterapia. L’analisi del torace ha poi dimostrato la risoluzione delle opacità polmonari in 19 pazienti (90%)”. L’ospedale di Cosenza che è entrato nel protocollo di sperimentazione ed è in contatto quotidiano con l’equipe di Paolo Ascierto del Cotugno di Napoli, è stato l’unico presidio ad utilizzare, in emergenza, la formulazione sottocutanea del farmaco che, ha dichiarato il direttore di Malattie Infettive ”ha già dato risultati incoraggianti, soprattutto nei pazienti con insufficienza respiratoria acuta di grado moderato. In osservazione, da verificare nei prossimi giorni, i risultati nei pazienti giunti in ospedale, già in malattia molto avanzata. Ci aspettiamo – ha concluso Mastroianni – nei pazienti trattati da oggi con la formulazione endovenosa, miglioramenti ancora più importanti”. Nelle prossime 72 ore la prima verifica dell’esito della somministrazione.

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