Due “V-Shaped” sull’Italia, allarme maltempo in Sicilia, Calabria, Umbria e Marche

Maltempo, notte di fenomeni estremi al Centro e al Sud: due sistemi "V-Shaped" tra Umbria e Marche e tra Sicilia e Calabria

MeteoWeb

Ci sono due zone d’Italia molto estese che stanno vivendo una serata di forte maltempo per due sistemi temporaleschi di tipo “V-Shaped”, tra i più pericolosi in assoluto. I forti temporali al momento stanno colpendo la Sicilia e l’Umbria, ma minacciano in modo incombente – rispettivamente – la Calabria e le Marche, dove arriveranno nelle prossime ore. Il maltempo, infatti, si intensificherà ulteriormente nel corso della sera-notte.

Tra bassa Toscana, alto Lazio e Umbria occidentale, infatti, abbiamo avuto un pomeriggio di maltempo estremo per il transito di questo sistema temporalesco che fin qui ha già scaricato 73mm di pioggia a Capalbio, 68mm a Fabro, 61mm a Città di Castello, 60mm a Montepulciano, 58mm a Capezzine di Cortona, 57mm a San Lorenzo Nuovo. Adesso i fenomeni temporaleschi più intensi si stanno spostando sull’Umbria settentrionale e nell’entroterra centro/nord delle Marche.

Il sistema temporalesco più vasto ed esteso, però, sta colpendo la Sicilia dove il maltempo è ancora più violento al punto che a Palermo non riescono più ad atterrare gli aerei mentre il trapanese è sott’acqua, con 88mm di pioggia a Partanna, 69mm a Mazara del Vallo, 60mm a Porto Palo, 53mm a Castelvetrano. Nel primo pomeriggio un forte tornado aveva provocato gravi danni sempre nel trapanese. Il sistema temporalesco si muove verso la Calabria, dove intanto soffia un vento di scirocco molto forte ed eccezionalmente caldo, tanto che a Reggio Calabria la temperatura ha raggiunto addirittura +28°C alle ore 21:15, come se fossimo di nuovo in piena estate. L’arrivo dei temporali anche in Calabria determinerà un brusco calo delle temperature notturno: allo scirocco seguirà il maestrale e le temperature precipiteranno fino a +16/+17°C lungo le coste, quindi oltre dieci gradi in meno rispetto ai valori attuali.

La situazione del maltempo in atto è molto estrema: è grande il rischio di tornado, grandine e venti impetuosi, oltre che piogge torrenziali. La protezione civile, infatti, ha innalzato ad arancione il livello di allerta meteo inizialmente considerato giallo per la Sicilia occidentale.

Cosa sono i sistemi temporaleschi “V-Shaped” e perché sono così pericolosi

I sistemi temporaleschi a “V”, meglio classificati con il termine di “V-Shaped”, sono dei potenti sistemi temporaleschi a mesoscala, di tipo lineare. La caratteristica di questi temporali, che assumono un carattere autorigeneranti quando transitano sopra un ampio tratto di mare, con temperature delle acque superficiali piuttosto miti (ma non per forza calde), è quella che nella parte più meridionale, lungo la punta della “V”, li dove si verificano le precipitazioni più forti, si possono presentare pure degli elementi “supercellulari”, con intensa rotazione, particolarmente avvezzi per lo sviluppo di fenomeni vorticosi, da non confondere però con le “Supercelle” classiche. In genere si formano in presenza di forti aeree d’instabilità, lungo il settore caldo (flusso pre-frontale) di una circolazione depressionaria, strutturata nei medi e bassi strati, o nel ramo ascendente di una lunga saccatura, che affonda direttamente dalle alte latitudini, attivando sul lato orientale di quest’ultima un intenso flusso di correnti meridionali a tutte le quote, con notevoli velocità nella media e alta troposfera (flussi in genere da Sud, S-SO e SO).

L’ambiente ideale per lo sviluppo di un potente “V-Shaped” è quello in seno ad una avvezione calda, con un flusso di correnti meridionali calde e molto umide nei bassi strati, sopra cui diverge un ramo principale o secondario della “corrente a getto”, il cui passaggio in alta quota va ad inasprire il “Wind Shear verticale”, generando condizioni di fortissima instabilità, con lo sviluppo di violenti moti convettivi che vanno a costruire i sistemi convettivi a mesoscala. I sistemi di tipo “V-Shaped” insorgono spesso allorquando si ottengono condizioni di forte “Shear” del vento nei medi e bassi strati (da 850 hpa a 500 hpa), con venti da Sud o Sud-est nei bassi strati mentre in quota prevale una componente più sud-occidentale. Se al contempo, in alta quota (a circa 300-250 hpa), transita uno “Jet Streak” (i massimi picchi di vento associati alla “corrente a getto”), che esalta ulteriormente il “Wind Shear verticale” alle varie quote, creando fortissime divergenze, è altamente probabile lo sviluppo, anzi lo “scoppio”, del “V-Shaped”, con la formazione della classica struttura a “V”. Questi temporali una volta erano rari sul Mediterraneo, ora, negli ultimi anni, complice anche l’aumento della temperatura media dei mari, stanno divenendo sempre più frequenti e spesso, purtroppo, sono i principali responsabili delle terribili alluvioni che recentemente hanno cagionato morti e feriti in vari angoli d’Italia (dalla Liguria alla Sicilia).

I temporali del tipo “V-Shaped” sono caratterizzati da una forma piuttosto lineare, come quella di una “Squall Line” (linea temporalesca) associata al passaggio di un fronte freddo, assumendo la caratteristica conformazione a V, ben individuabile dalle moviole satellitari o dalle immagini radar. Questi temporali sono molto temuti, soprattutto durante la navigazione aerea, a causa delle violentissime turbolenze che possono propagare anche al di fuori dei Cumulonembi. Le celle più intense stanno proprio lungo il vertice della V, sul versante Sud o Sud-ovest, dove si concentrano i fenomeni più violenti ed estremi, con piogge torrenziali e attività elettrica a fondoscala. Difatti le cellule che si sviluppano lungo la punta, non avendo nulla a sud che possa rubare l’aria calda e umida destinata a loro, tendono ad assumere le caratteristiche di una “Supercella” classica, con moto rotatorio, tanto da essere confuse con essa, anche se la “Supercella” ha una struttura molto differente.

Un’altra caratteristica dei temporali, di tipo “V-Shaped”, è quella di essere accompagnati dalla cosiddetta “Flanking line”, che si localizza quasi sempre sulla parte meridionale del sistema convettivo. La “Flanking line” non è altro che una estesa linea di Cumuli e Congesti molto sviluppati, allo stadio maturo, che vanno ad alimentare il sistema temporalesco che l’ha generata, visto che le cumulogenesi, non trovando alcun ostacolo davanti, possono aspirare e rifornire il temporale di masse d’aria molto calde e umide (ottimo carburante per la convenzione), rendendolo più duratura e intenso. Guardando le immagini satellitari è ben identificabile da una estesa linea bianca che tende a muoversi verso la parte centrale, più attiva del sistema temporalesco. Alle volte la “Flanking line” può essere estesa per oltre 40-50 chilometri, specie quando va ad alimentare un sistema temporalesco a mesoscala allo stadio giovanile.

Purtroppo molti di questi sistemi convettivi sono i principali responsabili delle intense fasi di maltempo e degli eventi alluvionali che negli ultimi anni hanno flagellato varie aree del nostro territorio nazionale e altre regioni del Mediterraneo, ma non solo. Le drammatiche alluvioni che spesso e volentieri colpiscono la Liguria e Genova o il messinese, in SIcilia, erano tutte associate a questo genere di sistema convettivo autorigenerante. Per fortuna occorre pure ricordare che non tutti i temporali a “V” risultino cosi distruttivi, seppur accompagnano intensi carichi precipitativi. Ciò dipende principalmente dalla durata delle condizioni di forte “Wind Shear verticale” che li alimentano e dal venir meno degli equilibri termo-dinamici che mantengono in vita il sistema convettivo a mesoscala. Il venir meno di tali condizioni può indebolire l’ammasso temporalesco, fino a provocarne una sua disintegrazione.

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