Secondo gli ultimi dati aggiornati dalla Protezione Civile alle 18 di giovedì 5 marzo, in Italia ci sono 3.858 contagiati e 148 vittime a causa del coronavirus. Sono numeri preoccupanti, anche per la stessa Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e i possibili scenari futuri sono ancora più allarmanti. In un’analisi sulla situazione italiana ad opera di Enzo Marinari, del dipartimento di Fisica della Sapienza di Roma, ed Enrico M. Bucci della Temple University di Filadelfia (Usa), gli esperti avvisano che “l’epidemia in corso è ancora nella sua fase iniziale”, sottolineando “l’aumento esponenziale dei casi”.
Ora una nuova analisi ad opera di Giuseppe De Nicolao, professore dell’Università di Pavia, dove insegna identificazione dei modelli e analisi dei dati, in accordo con i risultati di Bucci e Marinari, con l’ausilio di Giorgio Parisi, Presidente dell’Accademia Nazionale dei Lincei, stima che entro domenica 8 marzo in Italia si potrebbero superare i 14.000 contagi.
“Nel periodo 25/2-1/3, le rilevazioni del numero pazienti positivi al Covid-19 pubblicati sul sito della Protezione civile presentano un chiaro andamento esponenziale che, in assenza di interventi radicali e tempestivi, potrebbe far superare i 14.000 positivi entro domenica 8 marzo. Se le misure di distanziamento sociale nelle sue varie forme (chiusura di scuole, università, sospensione di eventi pubblici, minor uso di mezzi di trasporto pubblici, telelavoro, etc.) non sono sufficientemente radicali o tardano ad avere effetto a causa dei tempi di incubazione, la crescita continuerà a seguire la curva esponenziale. In tal caso, nel corso di una settimana (da 1/3 a 8/3) si avrà all’incirca una decuplicazione del numero dei positivi al Covid-19, che passeranno da 1.577 a 14.000”, riporta l’esperto nella sua analisi.
“Con lo stesso metodo usato per l’Italia, può essere stimata la curva di crescita esponenziale dei pazienti Covid-19 positivi nelle tre regioni più colpite, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna”, per le quali “per avere dati più omogenei e recenti, sono stati utilizzati solo i dati degli ultimi 4 giorni”. Analizzando i grafici prodotti dal suo studio, l’esperto afferma: “Italia, Lombardia e Veneto hanno una pendenza simile e minore di quella dell’Emilia Romagna. Tale pendenza è associata al tempo di raddoppio (doubling time) ovvero il numero di giorni necessario a far raddoppiare i pazienti positivi: Italia: 2,19 giorni, Lombardia: 2,45 giorni, Veneto: 2,46 giorni, Emilia Romagna: 1,91 giorni. I diversi valori del doubling time potrebbero dipendere, almeno in parte, dalle diversa natura ed efficacia delle misure adottate. In ogni caso, se confermati nei giorni a venire, essi risultano fonte di grande preoccupazione per la tenuta del sistema sanitario”.
“Se nei prossimi giorni si osserverà una crescita in accordo con queste previsioni, vorrà dire che le misure già adottate dal Governo sono insufficienti a scongiurare scenari insostenibili per il sistema sanitario delle regioni interessate. Inoltre, è del tutto probabile che anche le rimanenti regioni italiane seguiranno lo stesso destino innescando una sorta di effetto domino in cui le ultime regioni a essere colpite non potranno nemmeno beneficiare del sostegno di quelle vicine, ormai alle corde”, conclude De Nicolao nella sua analisi.


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