Come abbassare la pressione alta con un frutto delizioso ottimo anche per i diabetici: è un dolce antinfiammatorio naturale che andrebbe riscoperto

Alla scoperta di un frutto dimenticato: è un antinfiammatorio naturale con proprietà antitumorali e antiaging, un alleato per chi soffre di diabete e per abbassare la pressione alta

Un alimento, un frutto purtroppo oggi dimenticato, è un prezioso scrigno di virtù benefiche: è un valido antinfiammatorio naturale, con proprietà antitumorali e antiaging, aiuta le difese immunitarie e combatte i radicali liberi, è ricco di fibre, calcio e potassio, che aiuta a tenere sotto controllo la pressione alta. L’uva spina vanta pochissime calorie (circa 40 per 100 gr. di frutto fresco) e i suoi zuccheri (levulosio e glucosio), a patto di non esagerare, sono tollerati anche dai diabetici.
Grazie alle sue sostanze fitochimiche (flavonoidi e antociani) e alla presenza di vitamina C, stimola le difese dell’organismo, proteggendo dalle infezioni virali. Si deve, invece, alla presenza di flavonoidi il contributo dell’uva spina al buon funzionamento del fegato, aiutandolo nello smaltimento delle sostanze tossiche in eccesso.
Le bacche, diuretiche e disintossicanti, oltre che antiossidanti, contrastano i radicali liberi, rallentando l’invecchiamento cellulare che si riflette anche sui fattori di rischio relativi alle malattie degenerative. Sono nutrienti, rinfrescanti e astringenti, utili per riequilibrare le funzioni intestinali anche grazie alle fibre (tra cui la pectina) che, oltretutto, aiutano a controllare il livello di colesterolo. Il frutto è molto dissetante e stimola la produzione di succhi gastrici.

Come gustare le bacche? In torte, sorbetti, sciroppi, marmellate, crude con una spolverata di zucchero, nel pudding, nelle macedonie di frutti, essiccate, come guarnizioni di piatti di pesce e carne.

Cos’è l’uva spina

L’uva spina è una pianta arbustiva perenne, appartenente alla famiglia delle Sassifragacee, caratterizzata da un fusto eretto che può raggiungere i 2 metri d’altezza e da rami coperti di spine. I suoi frutti sono costituiti da bacche tondeggianti o ovoidali, di differenti colorazioni, a seconda della specie. Tra le varietà più apprezzate: la Careless, con bacche verdi di grandi dimensioni, la Poorman, con bacche rosse, la Leveller, con grandi frutti gialli, la Pax, conosciuta per la mancanza di spine.
Si tratta di un cespuglio selvatico antichissimo, che cresce allo stato libero in diverse zone del globo, epertanto è difficile stabilire in quale luogo si sia originato, poiché si trova in Asia, Europa, Nord America e persino nel continente africano. Riguardo alla sua coltivazione, probabilmente le bacche hanno rappresentato una componente ipocalorica della dieta delle popolazioni indigene primitive e si sa che i suoi frutti, allo stato selvatico, erano tenuti in considerazione per la loro proprietà di alleviare gli stati febbrili. Fu il naturalista inglese William Turner, nel 1500, a descrivere l’uva spina nel suo libro “Herbal”. Sappiamo che nel 1700 era comunemente coltivata in Inghilterra e Germania e che, in quello stesso periodo, abili giardinieri olandesi crearono varietà migliorate di uva spina selvatica.

Uva spina, i benefici del succo e del decotto

Il succo fresco di uva spina, assunto nelle dosi di mezzo bicchiere due volte al giorno, è benefico in caso di carenze di vitamine A, B e soprattutto vitamina C, esaurimento nervoso o fisico, debolezza, convalescenza e anche come sostegno del sistema immunitario in caso di malattie infettive. E’ preferibile in genere assumerlo già da fine settembre per prevenire gli acciacchi tipici autunnali e invernali.
Per la preparazione del decotto, invece, fate bollire a fuoco basso, in un litro d’acqua , 50 g di bacche di uva spina per 10 minuti.
Alcuni erboristi consigliano l’uso di un cataplasma di uva spina anche in caso di malattie della pelle: si spremono 15 g di bacche di uva spina, distribuendone il succo sulla pelle malata, ma integra, ricoprendola con una garza sterile e fasciandola.

Uva spina, benefici e possibili controindicazioni

Secondo gli esperti dell’Humanitas Research Hospital, ospedale ad alta specializzazione, centro di Ricerca e sede di insegnamento universitario,

“i composti fenolici presenti nell’uva spina esercitano effetti antitumoraliantiaging e antinfiammatori e sono stati associati a un effetto benefico contro le malattie neurologiche. In generale, si tratta di un alimento dalle proprietà antiossidanti; più nel dettaglio, è stata associato alla potenziale capacità di bloccare la crescita del tumore al seno e delle sue metastasi.
La sua vitamina C aiuta le difese immunitarie e combatte i radicali liberi, la vitamina A è importante per l’integrità di pelle e mucose e per la salute della vista, l’acido pantotenico difende la salute dei surreni, il calcio difende le ossa e il potassio aiuta a tenere sotto controllo la pressione. Il ferro promuove invece una buona circolazione, e le fibre aiutano il buon funzionamento dell’intestino (l’uva spina esercita una blanda azione lassativa).
Infine, l’uva spina sembra esercitare un’azione diuretica e il suo succo è considerato un alleato di una pelle tonica e della salute dei capelli.
L’uva spina potrebbe essere controindicata in caso di diverticolosi. Per informazioni su eventuali interazioni con i farmaci assunti è bene chiedere consiglio al proprio medico”.

Per approfondire:


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